Utilizziamo cookies tecnici, indispensabili per il funzionamento del sito. Questo tipo di cookies non necessita del consenso dei navigatori. 

Il consenso si intende accordato anche in modo implicito se l'utente prosegue la sua navigazione nel sito.

 

UNA CASA PER L’EVANGELIZZAZIONE

 Lettera di fra Alessandro di Madonna Povertà, frate di Maria,
Servo generale della Famiglia Mariana “Le Cinque Pietre”

Macanàim della Benedizione, 29 novembre 2023
 Festa della Madre dei poveri

«La Divina Provvidenza che “sa di cosa abbiamo bisogno” (Mt 6, 32),
nel futuro ci donerà case più contemplative,
altre più attive e dedite all’accoglienza
e case esclusivamente aperte per l’evangelizzazione:
in tal modo ognuno potrà scegliere la collocazione
che meglio corrisponde al suo carisma e alla sua chiamata»
(La Povertà ci ha resi Famiglia).

 

1. INTRODUZIONE

Ho scritto per la prima volta l’opuscoletto «La Povertà ci ha resi Famiglia» diversi anni fa col desiderio di far conoscere la nostra Famiglia religiosa ed appassionare con la sua origine, così come la Madre dei poveri aveva fatto con me, sintetizzando, come potevo, un lungo cammino di discernimento fatto da noi primi consacrati. 

Già allora scrissi che un giorno avremmo aperto, per divino volere, «case per l’evangelizzazione».

Dal 2003 ad oggi abbiamo riflettuto tanto sull’identità carismatica della nostra Famiglia, abbiamo approfondito argomenti e aspetti del carisma; ci siamo più volte interrogati sulla possibilità di case dedite esclusivamente all’evangelizzazione o all’accoglienza o alla contemplazione.

È arrivato il tempo di attuare questo genere di aspirazione nella nuova missione della fraternità del macanàim Madre dei poveri, successivamente al trasferimento da Tagliavia a Piano Maglio (PA).

 

2. PRESENTAZIONE DEL TERRITORIO

Inizio col presentare il territorio dove abbiamo ripiantato le tende del macanàim.

La località di Piano Maglio è inserita nel vicariato di Monreale ed è a pochi chilometri da Palermo. La parrocchia di Piano Maglio e quella di Villaciambra fanno insieme parte di una unità pastorale sotto la guida pastorale di un parroco, don Gaetano Gullotta.

Le due località sono in via di sviluppo, in quanto prossime alla città di Palermo, ma zone abbastanza tranquille.

L’idea di mons. Gualtiero Isacchi, arcivescovo di Monreale, abbracciata dalla nostra fraternità, è quella di un lavoro pastorale e di nuovo slancio missionario nel territorio e nella cosiddetta Conca d’Oro, in collaborazione e in comunione con il parroco.

 

3. UN MACANÀIM DEDITO ALL’EVANGELIZZAZIONE

Chi ci frequenta sa che diamo un nome alle nostre case e le definiamo «macanàim», perché per noi sono dei veri «accampamenti di Dio», dove non sono importanti le mura ma chi le abita e ciò che si vive.

Come il resto dei cristiani, siamo dei combattenti e dei missionari: con cinque pietre combattiamo contro satana per restare fedeli al nostro battesimo, con cinque pietre portiamo avanti la nostra missione.

I nostri macanàim sono dei luoghi di contemplazione, perché in essi si fa esperienza di Dio. Significa che si prega e si fa pregare.

Il tempo dato alla preghiera da noi frati e suore di Maria è identico in tutti i macanàim; possiamo avere orari e schemi di preghiera differenti, ma mai toglieremo il tempo alla preghiera.

In ogni macanàim (in chiesa o in cappella) Gesù viene adorato nella sua presenza eucaristica.

Anche un macanàim che soprattutto evangelizza porta avanti la preghiera comunitaria e l’adorazione eucaristica, altrimenti i frati e le suore di quella fraternità, cessano di ascoltare il grido dei poveri.

Quando si inizia una nuova missione o quando la fraternità subisce un cambiamento a seguito per esempio dei trasferimenti, è opportuno discernere comunitariamente la volontà di Dio per quella fraternità e per quel macanàim.

Il discernimento ha un momento iniziale, ma poi continua nel tempo e ogni tanto viene ripreso, verificato, confermato, "riaggiustato".

Noi abbiamo già iniziato a discernere e per ora sembra che il macanàim Madre dei poveri sia una casa per l'evangelizzazione.

Non ha grandi spazi per accogliere, non ha una chiesa a completa disposizione per le nostre attività pastorali, però può avere una grande forza missionaria. Con un buon discernimento, la sana passione per l'evangelizzazione e con la carità senza misura nel cuore, la fraternità del macanàim Madre dei poveri potrà contribuire ad una primavera missionaria nella chiesa diocesana di Monreale.

 

4. QUALE MISSIONE VOGLIAMO VIVERE

Le cinque pietre continuano ad essere il criterio di discernimento per l'inizio di una nuova missione.

Ai membri della Famiglia (frati e suore di Maria, operatori di shalom, pietre vive) non interessa tanto il fare quanto l'essere missionari delle cinque pietre; lo siamo se amiamo e facciamo amare l'Eucaristia, la preghiera, il digiuno, la confessione e la Sacra Scrittura.

Il vantaggio della nostra Famiglia è che non corriamo il pericolo di fare proseliti con le nostre proposte pastorali, perché la "missione cinque pietre" è la missione della Chiesa, è la vita della Chiesa.

Per essere noi stessi dobbiamo vivere la Chiesa, essere la Chiesa. È straordinario tutto questo!

A Piano Maglio, a Villaciambra, in qualsiasi parte della diocesi o anche fino ai confini della terra, noi ameremo e faremo amare le cinque pietre.

 

5. LA MISSIONE DELLE PIETRE VIVE E GLI OPERATORI DI SHALOM DEL MACANÀIM MADRE DEI POVERI

Non trattandosi di un nuovo macanàim ma solo di uno "spostamento di accampamento", il macanàim Madre dei poveri ha già i suoi operatori di shalom e pietre vive.

Alcuni di essi abitano nei paesi accanto ma una buona parte sono più distanti.

Quale presenza e quale missione dei laici nel macanàim?

Parto da ciò che dovrebbe essere: quando ami non badi a spese, a distanze, al tempo.

Il nodo è proprio questo! Se non ami diventano un problema la distanza, il tempo, le spese.

Gli operatori e le pietre vive dovrebbero vivere il macanàim il più possibile, perché è così che si rafforzano l'identità, il carisma e la missione nella Famiglia delle Cinque Pietre ed è così che si rafforza il senso di appartenenza.

Con chi ti frequenti tutti i giorni coltivi una bella e autentica amicizia, diversamente resti legato ai ricordi del passato, che però non hanno più a che fare con la tua vita di oggi.

La cosa più utile da fare è un discernimento tra i laici e i consacrati del macanàim, per poi decidere insieme come vivere, cosa fare e quanto tempo dedicare alla missione del macanàim. Senza un buon discernimento, i laici pigri rimarrebbero tali e quelli invece di buona volontà potrebbero diventare passivi, demotivati.

 

6. IL GREMBIULE DELLA MADRE DEI POVERI

Per noi della Famiglia, la Madre di Dio è anche nostra Madre e «Madre di tutti i poveri».

È vestita di povertà, ha vecchi rattoppi cuciti sulla povera veste, ha il più semplice e comune dei grembiuli legato ai fianchi, è scalza, coi piedi infangati, perché lei è viva, non è un fantasma, non è solo anima, è anche corpo e con tutta se stessa si dirige dove stanno i poveri, e molto spesso li trova nel fango.

Questo ultimo paragrafo lo rivolgo a tutti i consacrati, agli operatori e alle pietre.

A vent'anni dalla ri-fondazione è opportuno ricordare che questa Famiglia è della Madre dei poveri; la Famiglia è diventata anche nostra quando ci siamo fatti poveri con la Povera.

Vuoi sapere se sei diventato povero? Controlla il tuo vestito, conta i rattoppi, vedi cosa hai legato ai fianchi, controlla il colore dei tuoi piedi, vedi cosa c'è nella tua bisaccia, se hai ancora la fionda e tutte e cinque le pietre. Se ti accorgi di non essere ancora povero o comunque di non esserlo più, datti da fare, sii come Lei, torna al tuo posto, quello dei poveri, il posto della Povera.

In questi anni la Madre mi ha “portato in giro” e mi ha fatto conoscere tanti poveri, tanti casi di “povertà”; ho ancora impressi i loro volti, i loro nomi, le loro storie. Non passa un giorno senza domandarmi: «Cosa posso fare di più? Come cancellare la sensazione di non fare ancora tutto quanto è nelle mie potenzialità?». Forse perché il mio cuore si sta allargando e il mio grembiule si sta ulteriormente allungando e qui in Italia c’è fin troppo chiacchiericcio, competizione anche tra noi cristiani.

Lascio il potere insieme alle belle chiese, alle belle strutture a chi vive solo per questo… io resto povero, libero, fratello di tutti.

Dopo vent’anni di corteggiamento tra me e la Madre dei poveri, le do ancora la mia mano e cammino con Lei. Attualmente sono il servo generale della mia Famiglia, ma per sempre sarò uno dei suoi frati, uno dei suoi poveri e insieme a tutti voi che condividete con me l’amore per la Madre, vi supplico di vivere davvero la vostra consacrazione e di rinnovare il vostro impegno per l’evangelizzazione, per qualsiasi tipo di evangelizzazione che la Madre vi proporrà di vivere.

 

Buona festa della Madre dei poveri

Vi benedico tutti

Uniti nel caritas sine modo

fra Alessandro di Madonna Povertà, frate di Maria, vostro servo